Questo testo, destinato agli studenti del primo anno della scuola media, sintetizza la storia dalla Preistoria alla crisi del Trecento. Illustra le prime civiltà antiche, quella greca, le preromane, la civiltà romana fino alla crisi dell’Impero, l’avvento del cristianesimo, la caduta dell’Impero romano d’Occidente, i regni romano barbarici e l’impero bizantino, l’Italia longobarda, l’Islam, il feudalesimo, Carlo Magno, l’anno Mille (dall’Alto al Basso Medioevo), papato e impero, le crociate, i Comuni, Barbarossa, Federico II, la nascita delle monarchie nazionali in Europa, la Signoria, la crisi del Trecento e l’Italia dagli Stati regionali ai Principati. Il tutto con un grado di sintesi e un livello di esposizione adeguati agli studenti più giovani.
Riassunto di storia: dalla Preistoria alla crisi del Trecento.
Estratto:
L’Uomo fa la sua comparsa sulla Terra
Alcuni milioni di anni fa, nella parte centro-orientale dell’Africa, lungo la Rift Valley, un cambiamento climatico trasformò la foresta pluviale in una enorme savana, una distesa di erbe più o meno alte con alberi radi e bassi. Le scimmie che abitavano la foresta, non avendo più la possibilità di stare al sicuro sugli alberi, dovettero adattarsi alla vita a terra.
Una specie di queste scimmie, con una evoluzione durata milioni di anni, cominciò ad assumere una posizione eretta; ciò significa che non camminava più a quattro mani, ma usava solo gli arti posteriori, mentre quelli anteriori, che erano prensili e avevano il dito pollice opponibile (cioè sovrapponibile alle altre dita), divennero un mezzo con il quale afferrare oggetti e utilizzarli come strumenti. Queste creature sono chiamate dagli studiosi ominidi, e sono gli antenati della specie umana. I loro più antichi resti risalgono e più di tre milioni di anni fa.
Dagli ominidi agli uomini
L’uso della mano consentì di sviluppare l’intelligenza e di costruire utensili di pietra rozzamente scheggiata: erano nati gli uomini.
In questo lungo periodo, che va da 2.500.000 a circa 12.000 anni fa e che si chiama età paleolitica (cioè “della pietra antica”), il fisico degli uomini lentamente si modificò sia per l’adattamento all’ambiente sia perché essi divennero onnivori, quindi cominciarono a consumare anche la carne: il cervello divenne più grande, aumentò l’altezza, si modificò la dentatura e scomparve la pelliccia che li ricopriva.
Per effetto dell’evoluzione, all’homo habilis si sostituì l’homo erectus, che attraverso l’istmo di Suez, dall’Africa si diffuse in Europa e in Asia.
In seguito, l’erectus a sua volta si estinse e fece la sua comparsa l’homo sapiens e infine si affermò l’homo sapiens sapiens, alla cui specie apparteniamo anche noi.
Comprendendo l’importanza del fuoco per scaldarsi, allontanare gli animali predatori e illuminare, gli uomini preistorici impararono a conservarlo e cominciarono a cuocere il cibo; successivamente trovarono il modo di accenderlo sfregando tra loro due legni secchi o battendo due pietre focaie, che producevano scintille incendiando erba secca.